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mamma

    Blog, Me Myself and I

    Post di fine anno

    Eccoci qui. 31 dicembre e un altro anno sta per salutarci.
    Non scriverò i miei buoni propositi per l’anno nuovo perchè più della metà non li rispetterò, come faccio da ormai 38 anni. Non scriverò quanto sia stato bello o schifoso l’anno che sta terminando, riversando un mare di aspettative in quello nuovo per poi ritrovarmi punto e a capo tra un anno.
    Vorrei solo ripensare a tutto quello che ho fatto o non fatto, visto o non visto durante gli scorsi dodici mesi e impegnarmi a fare di più e meglio nei prossimi futuri dodici.
    Ho avuto molti momenti felici, la maggior parte grazie ad un marito stupendo che mi sopporta e supporta in tutti i modi possibili. Non è una frase fatta, ma davvero mi chiedo come farei se non avessi lui accanto.
    Ho sentito la mamma vicina in tutte le scelte importanti che ho fatto, sentendone allo stesso tempo la mancanza così tanto da togliermi il fiato, certe volte.
    Ho perso una persona che ritenevo un’amica speciale, senza averne compreso il motivo. Probabilmente non era così speciale come pensavo, ma ne ho sofferto parecchio.
    Ho fotografato tanto con risultati che mi hanno soddisfatto quasi sempre…. piano piano credo di star migliorando!
    Ho lavorato parecchio da freelance e, anche se impegnativo e stancante, sono molto soddisfatta e spero di fare ancora di più in futuro.
    Ho aperto uno shop on line dove do sfogo alla mia creatività!
    Ho ricevuto tanto tanto amore dalle persone che mi sono vicine… mio marito, gli amici, la famiglia… tutti, che mi ha riempito il cuore e aiutato ad andare avanti anche quando vedevo un minimo intoppo come una montagna insormontabile.
    Il mio augurio per l’anno nuovo?
    Vivere a pieno ogni giorno.
    Cercare in tutti i modi di realizzare i miei desideri.
    Avere sempre la forza e l’amore di chi mi vuole bene, per affrontare le cadute che inevitabilmente ci saranno.
    Essere capace di amare e sostenere le persone che amo al meglio delle mie capacità.
    Fotografare, cucinare, creare, lavorare, amare, ridere, piangere, scoprire, emozionarmi, annoiarmi, conoscere, imparare… sempre rimanendo me stessa.*
    Questo auguro a me stessa per l’anno nuovo…. e lo stesso augurio lo faccio a tutti voi di cuore, cari amici!
    All’anno nuovo! 
    *smettere di scrivere “cordilai saluti” invece di “cordiali saluti” alla fine delle lettere di lavoro!!!!!
    Me Myself and I, Veneto

    Cieli mozzafiato

    Ci sono volte in cui un tramonto e qualche nuvola, creano degli scenari meravigliosi! Mi perdo a fotografare questi cieli e mi sento in pace con tutto.

    Amo pensare che questi spettacoli li mandi per me la mia mamma dal cielo…
    Alle volte vale la pena farsi divorare dalle zanzare in una torrida giornata di Agosto!
    Me Myself and I

    Ciao mamma, fai la brava!

    Io e la mamma. Aquileia. 1984
    Cari amici,
    come avete notato il blog si è fermato da qualche giorno.
    Anche se non ne avevo parlato qui, cercando di tenere questo blog come una sorta di “bolla” senza pensieri e preoccupazioni, mia mamma, dall’inizio del mese di agosto, è stata ricoverata d’urgenza in piena notte in terapia intensiva. 
    Problemi respiratori legati a quella maledetta malattia che l’ha colpita otto anni fa.
    Altre volte era arrivata in ospedale davvero in situazione critica e tutte le volte aveva sorpreso i medici con la sua forza e la sua voglia di vivere, che l’aveva sempre riportata a casa anche se ogni volta un po’ più debole e un po’ più stanca.
    Questa volta però le complicazioni sono state troppe e troppo pesanti. 
    Ha lottato, la mamma, ancora ed ancora per quindici giorni in quel letto della terapia intensiva. 
    Ma alla fine quella maledetta SLA ha vinto e un sabato sera, il 17 agosto, s’è portata via la mia adorata, forte, coraggiosa e stupenda mamma.
    Scrivo questo post piangendo, rivivo quei giorni e fa male. La mia convinzione che anche questa volta sarebbe tornata a casa, che avrebbe stupito tutti per l’ennesima volta. Che sarebbe stata ancora qui con noi.
    La mamma è sempre stata il fulcro della nostra famiglia ma negli anni della malattia è stata il nostro centro vitale, il nostro cuore pulsante.
    Tutto, ogni impegno, pensiero, cose da fare, momenti da vivere erano organizzati in funzione sua. 
    Non era un peso, era una cosa naturale. 
    Lei è sempre stata con noi, presente ed attenta anche quando la malattia l’ha completamente paralizzata a letto, con una macchina che respirava al posto suo.
    Noi figli e papà eravamo il suo primo pensiero e lei era il nostro.
    Ecco il vuoto che c’è adesso. 
    Ecco quale grande mamma, moglie, amica abbiamo perso.
    La sua mancanza adesso è un dolore quasi fisico…
    Tutti mi dicono che col tempo andrà meglio…. io non riesco ad abituarmi ad andare a casa dei miei genitori e non trovarla. A non vedere più quel suo sguardo azzurro e birichino. A non vederla più farmi l’occhiolino dopo che l’avevo salutata con un bacio e con il mio solito “fai la brava”. 
    Gliel’ho detto ancora di fare la brava. Quando l’ho salutata l’ultima volta nella camera ardente. 
    “Ciao mamma. Ti voglio un mondo di bene. Fai la brava!”
    Me Myself and I

    Tre lettere

    Pensando a questo blog come ‘una “casa” per tutte le mille e mille cose che mi gironzolano per il cervello‘, come spiego qui, mi sembra giusto parlare di ciò che occupa la mia mente per la maggior parte del mio tempo.

    E mi è sembrato giusto farlo oggi che è la Giornata delle Malattie Rare 2013.
    Qualche anno fa, esattamente nel 2005, tre lettere sono entrate in maniera prepotente ed invadente nella vita della mia famiglia e soprattutto in quella della mia mamma: SLA.
    Una volta, la mamma mi ha raccontato che quando il neurologo le ha dato la diagnosi e ha spiegato a lei e a mio papà cosa sarebbe successo e come si sarebbe evoluta la malattia, tornando a casa in macchina dall’ospedale, non sono riusciti a proferire una sola parola per tutto il tragitto.
    Ma sentirlo raccontare non è nulla al confronto del viverlo ogni giorno.
    E io ve lo posso raccontare dal punto di vista di una figlia che vede la propria madre, giorno dopo giorno, consumata da questa malattia.
    Piano piano ha cominciato a perdere l’uso delle gambe, prima la sinistra. Poi le braccia. Poi la testa.
    Sono quasi cinque anni che la mamma è bloccata in un letto con un respiratore che la mantiene in vita. Oggi muove solo gli occhi.
    Non ha mai perso la voglia di vivere, di partecipare alla vita di tutti i giorni della famiglia e noi cerchiamo di coinvolgerla in tutto quello che facciamo… ogni giorno.
    All’inizio del mese è stata ricoverata nel reparto di pneumologia per l’ennesima insufficienza respiratoria e questa volta è stata proprio brutta. Ora è tornata a casa, ma ogni volta è sempre molto difficile per lei riprendersi, e questa volta sembra che abbia perso la forza per farlo. 
    E questi sono i momenti più brutti. 
    Come essere umano, mi rendo conto della sua stanchezza, capisco il suo piangere e il suo lasciarsi andare. Come figlia, però, sono egoista, lo ammetto, e vorrei che lei rimanesse con me, con noi per altri novant’anni!
    Le foto che vedete in questo post, le ho fatte durante questa sua ultima degenza.
    Dettagli della sua camera e del reparto. Lei mi indicava con gli occhi  cosa immortalare ed io tac, scattavo, purtroppo solo con la fotocamera del cellulare.
    Così ci siamo passate un po’ il tempo.
    Eh si, perchè in questi casi bisogna anche ingegnarsi da questo punto di vista.
    A casa ha il suo computer che usa con gli occhi – incredibile, eh! – la televisione, amici e parenti che arrivano a tutte le ore, gli audio libri.
    In ospedale non c’è nulla. Può solo fissare il soffitto per 18 ore al giorno.
    Ogni tanto la mamma mi ha chiesto cosa ne avessi fatto di quelle foto scattate all’ospedale e fin’ora erano rimaste chiuse nella memoria del mio cellulare.
    Oggi, mi hanno dato la spinta per scrivere questo post, che forse non leggerà mai nessuno, ma che è importante per me.
    Se vi va oggi, ma no solo oggi, fate un salto qui e e qui. Perchè sono ancora tante – troppe – le malattie che non hanno una cura e di cui, a volte, non si sa nemmeno la causa. 
    Qui sotto trovate il video ufficiale di questa giornata.
    Guardatelo… è molto bello e se vi va di conoscerne meglio i dettagli, andate qui!

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