Ciao mamma, fai la brava!

Io e la mamma. Aquileia. 1984
Cari amici,
come avete notato il blog si è fermato da qualche giorno.
Anche se non ne avevo parlato qui, cercando di tenere questo blog come una sorta di “bolla” senza pensieri e preoccupazioni, mia mamma, dall’inizio del mese di agosto, è stata ricoverata d’urgenza in piena notte in terapia intensiva. 
Problemi respiratori legati a quella maledetta malattia che l’ha colpita otto anni fa.
Altre volte era arrivata in ospedale davvero in situazione critica e tutte le volte aveva sorpreso i medici con la sua forza e la sua voglia di vivere, che l’aveva sempre riportata a casa anche se ogni volta un po’ più debole e un po’ più stanca.
Questa volta però le complicazioni sono state troppe e troppo pesanti. 
Ha lottato, la mamma, ancora ed ancora per quindici giorni in quel letto della terapia intensiva. 
Ma alla fine quella maledetta SLA ha vinto e un sabato sera, il 17 agosto, s’è portata via la mia adorata, forte, coraggiosa e stupenda mamma.
Scrivo questo post piangendo, rivivo quei giorni e fa male. La mia convinzione che anche questa volta sarebbe tornata a casa, che avrebbe stupito tutti per l’ennesima volta. Che sarebbe stata ancora qui con noi.
La mamma è sempre stata il fulcro della nostra famiglia ma negli anni della malattia è stata il nostro centro vitale, il nostro cuore pulsante.
Tutto, ogni impegno, pensiero, cose da fare, momenti da vivere erano organizzati in funzione sua. 
Non era un peso, era una cosa naturale. 
Lei è sempre stata con noi, presente ed attenta anche quando la malattia l’ha completamente paralizzata a letto, con una macchina che respirava al posto suo.
Noi figli e papà eravamo il suo primo pensiero e lei era il nostro.
Ecco il vuoto che c’è adesso. 
Ecco quale grande mamma, moglie, amica abbiamo perso.
La sua mancanza adesso è un dolore quasi fisico…
Tutti mi dicono che col tempo andrà meglio…. io non riesco ad abituarmi ad andare a casa dei miei genitori e non trovarla. A non vedere più quel suo sguardo azzurro e birichino. A non vederla più farmi l’occhiolino dopo che l’avevo salutata con un bacio e con il mio solito “fai la brava”. 
Gliel’ho detto ancora di fare la brava. Quando l’ho salutata l’ultima volta nella camera ardente. 
“Ciao mamma. Ti voglio un mondo di bene. Fai la brava!”
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