Instagram e l’evoluzione della fotografia

Instagram e l’evoluzione della fotografia - Schermata social
Photo by Pxhere / CCO Public Domain

La fotografia, la forma d’arte che più di ogni altra è in grado di immortalare i momenti del nostro tempo, è profondamente cambiata. Le foto dei vecchi matrimoni dei nostri nonni o le istantanee delle famose Polaroid sono ormai un lontano ricordo. L’avvento del digitale ha portato con sé novità importanti per professionisti e non, che man mano hanno potuto usufruire di strumenti qualitativamente sempre migliori. Ciononostante, il cambiamento più importante nel campo della fotografia si è avuto nel 2010, anno della nascita del social network Instagram. Una rivoluzione che nel giro di pochi anni ha mutato l’essenza stessa di questa forma d’arte.

La “democratizzazione” della fotografia

Il 6 ottobre del 2010 Instagram è sbarcato ufficialmente sui nostri smartphone e dispositivi elettronici, riscontrando un successo senza precedenti. Da quella data fino ai giorni nostri il noto social network è infatti riuscito ad aumentare esponenzialmente il numero di utenti mensili attivi, arrivando a 1 miliardo solo nel 2018. Numeri destinati ad aumentare e saggiamente preventivati da Facebook, che lo ha acquistato nell’ormai lontano 2012.

Ma a cosa si deve questo boom? Tra i motivi principali del successo di Instagram c’è sicuramente la possibilità, per tutti gli utenti, di seguire da vicino influencer e personaggi pubblici come atleti famosi, attori e giocatori professionisti.

Se però quello di tenersi aggiornati sulle vite di personalità di spicco è un forte elemento di traino per la popolarità di Instagram, il fiore all’occhiello di questo social è il suo spiccato focus sulla fotografia. D’altronde, Instagram nasce proprio per dare all’utenza l’opportunità di condividere foto in maniera semplice e veloce, modificandole a proprio piacimento tramite l’utilizzo di filtri in grado di applicare effetti altrimenti impossibili da ottenere se non con l’ausilio di programmi avanzati. Di conseguenza, il social fotografico per eccellenza ha avuto e ha ancora oggi il grande merito di aver “democratizzato” la fotografia. Tramite Instagram molti artisti emergenti hanno la possibilità di mostrare i propri lavori a un’audience pressoché infinita e, soprattutto, molto ricettiva. Inoltre, Instagram può rappresentare uno strumento utile anche per professionisti già affermati che vogliono avvicinarsi a un pubblico più giovane; allo stesso tempo, questo può rappresentare uno stimolo in più per chi vuole entrare a far parte di un mondo come quello della fotografia, spesso visto come elitario e di difficile comprensione. Un valore inestimabile nell’era dei cosiddetti prosumer, termine che indica gli utenti di oggi, non più soltanto meri consumatori ma attivamente coinvolti nel processo di creazione dei contenuti. E, in questo senso, Instagram ha il grande merito di stare al passo coi tempi.

Instagram e l’evoluzione della fotografia - Smartphone
Photo by Pxhere 

E l’arte?

Nonostante i contributi innegabili che Instagram ha dato alla fotografia, è bene prendere in considerazione alcuni aspetti potenzialmente negativi di quanto accennato. Innanzitutto, la qualità del prodotto che l’app stessa permette di creare rappresenta un ostacolo per molti fotografi. Uno scatto dal cellulare ha si il vantaggio di essere immediato e facilmente fruibile ma difficilmente raggiungerà i livelli qualitativi di una macchina fotografica. Ecco perché molti professionisti preferiscono caricare foto scattate con la propria reflex, un processo che però va inevitabilmente a compromettere quella immediatezza su cui ci siamo già soffermati e che è uno dei pregi principali di Instagram.

Ed infine, l’aspetto forse più importante da considerare: il valore artistico dei contenuti. Se è vero che il numero di utenti mensili attivi su Instagram supera il miliardo, sarà altrettanto vero che solo in pochi tra questi avranno il talento o la competenza per esibire dei lavori artisticamente validi. Il rischio è che foto banali o mal scattate ricevano svariati “mi piace”, l’unità di misura social che dovrebbe dare un’indicazione circa la qualità di un contenuto, almeno sulla carta. Se però, come detto, una grossa fetta di questo pubblico non dispone delle conoscenza necessarie a comprendere il valore artistico dei contenuti il rischio è che questi ricevano una sovraesposizione, a discapito di artisti emergenti alla ricerca di notorietà. Un corto circuito a tratti paradossale per quello che Instagram è riuscito a fare negli ultimi anni.

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